Il lavoro

Il lavoro consiste in un'attività produttiva che implica lo sforzo fisico o intellettuale di una persona al fine di ottenere le risorse necessarie alla sopravvivenza. La parola lavoro deriva dal latino "labor" ossia "fatica". Non a caso in alcuni dialetti il verbo "faticare" è spesso utilizzato con il significato di "lavorare". Alla categoria del lavoro appartengono tipi di lavoro anche molto diversi tra loro. In epoca contemporanea prevale il lavoro subordinato, o lavoro dipendente, in cui il lavoratore offre il tempo lavorativo ad un datore di lavoro a cui spetta il compito di coordinare l'attività lavorativa e di riconoscere un compenso economico al lavoratore (stipendio). A questa forma principale di lavoro si aggiunge il lavoro autonomo, una forma di lavoro a partita iva che permette al lavoratore un maggiore grado di autonomia e la possibilità di lavorare per più committenti. Tra queste due tipologie di lavoro si collocano forme intermedie come il lavoro parasubordinato e il lavoro a progetto. Appartengono alla categoria del lavoro anche i mestieri e le professioni che spesso erogano servizi a terzi al pari di una impresa senza essere comunque giuridicamente inquadrati come imprenditori.

Il mercato del lavoro

Il mercato del lavoro è l'insieme della domanda di lavoro e dell'offerta di lavoro. La domanda di lavoro è composta dal numero di lavoratori che le imprese sono disposte ad assumere in una determinata qualifica a un determinato stipendio o salario. L'offerta di lavoro è, invece, composta dal numero di lavoratori disposti a lavorare per una impresa ( datore di lavoro ) in una particolare mansione in cambio di una determinata retribuzione monetaria.

La disoccupazione

Si può parlare di disoccupazione sotto diversi aspetti. Dal punto di vista individuale la disoccupazione è la condizione di un lavoratore quando è alla ricerca di lavoro ed è privo di un'occupazione. Dal punto di vista sociale, invece, la disoccupazione è l'insieme dei lavoratori che, in un determinato momento, sono alla ricerca di lavoro e sono privi di un'occupazione. Nel primo caso la disoccupazione è uno status individuale ( es. "da due mesi è disoccupato"). Nel secondo caso, invece, è un indicatore macroeconomico ( es. "la disoccupazione in Italia sta aumentando"). In entrambi i casi, comunque, la disoccupazione è la mancanza di lavoro retribuito. Può essere dovuta a una situazione permanente o temporanea ed essere indipendente o meno dalla volontà del lavoratore disoccupato. Quando si parla di disoccupazione ci si riferisce, in genere, alla semplice mancanza di lavoro. In realtà, non esiste una sola accezione per il termine ed è possibile specificare in vari modi il concetto stesso di disoccupazione.

  • Disoccupazione involontaria. La disoccupazione involontaria è dovuta a cause indipendenti dalla volontà del lavoratore. Il lavoratore partecipa alla ricerca di lavoro senza esito positivo. Può verificarsi sia al primo impiego che dopo aver perso o lasciato un posto di lavoro.
  • Disoccupazione volontaria. La disoccupazione volontaria è dovuta a decisioni del lavoratore. Ad esempio, il lavoratore potrebbe rifiutare proposte di lavoro, ritenendole inadeguate alla propria condizione intellettuale, morale, sociale o fisica.
  • Disoccupazione individuale. La disoccupazione individuale è lo stato di disoccupazione del singolo lavoratore. Si distingue dalla disoccupazione come fenomeno sociale in quanto la disoccupazione individuale denota lo stato di un solo individuo ( disoccupato ).
  • Disoccupazione statistica. La disoccupazione in senso statistico è un indicatore socio-economico del paese. E' misurato principalmente dal tasso di disoccupazione, ossia dal rapporto tra il numero dei disoccupati e il numero delle persone appartenenti all'insieme dei lavoratori o della popolazione attiva.
  • Disoccupazione giovanile. La disoccupazione giovanile è calcolata soltanto alle fasce più giovani della popolazione attiva. Il fenomeno della disoccupazione giovanile è fortemente legato a quello della ricerca di primo impiego e della formazione.
  • Disoccupazione parziale. Nella disoccupazione parziale la mancanza di lavoro riguarda un tempo più breve a quello normale.
  • Disoccupazione stagionale. La disoccupazione stagionale si verifica periodicamente seguendo il corso delle stagioni. E' una forma di disoccupazione transitoria ed è molto evidente nel settore agricolo e in quello turistico.
  • Disoccupazione naturale. La disoccupazione naturale è la mancanza di lavoro dovuta al tempo necessario per cercare e trovare lavoro ( mobilità naturale ). Non è dovuta alla mancanza di lavoro ma al tempo necessario per far incontrare la domanda di lavoro con l'offerta di lavoro. E' anche detta disoccupazione frizionale.
  • Disoccupazione intellettuale. La disoccupazione intellettuale consiste nella mancanza di lavoro a causa dei titoli di studi necessari da parte dei lavoratori. E' una forma di disoccupazione causata da differenze qualitative tra domanda e offerta di lavoro.
  • Disoccupazione tecnologica. La disoccupazione tecnologica è causata dall'introduzione di macchinari e tecnologie che rendono obsolete alcune tecniche produttive e qualifiche lavorative. E' un'altra forma di disoccupazione causata da differenze qualitative tra domanda e offerta di lavoro.

CCNL

CCNL è la sigla di contratto collettivo nazionale del lavoro. Si tratta di un contratto negoziato e firmato dalle parti sociali, datori di lavoro e sindacato, in un determinato settore dell'economia. Il CCNL regolamenta i rapporti tra datore di lavoro e lavoratori nel settore economico cui si riferisce ( es.CCNL Commercio, ecc. ). Nel CCNL possono essere indicate le condizioni normative del rapporto di lavoro, l'orario di lavoro, le retribuzioni minime, le eventuali indennità, gli scatti di anzianità, l'inquadramento, il numero dei giorni di ferie ecc. Un CCNL ha valore nazionale. Una volta sottoscritto si applica in tutte le imprese operanti sul territorio nazionale nel settore economico di riferimento. I CCNL sono nati allo scopo di tutelare il lavoratore quale parte debole del rapporto di lavoro e impedire lo sfruttamento del lavoratore. Qualsiasi contratto individuale di lavoro deve contenere condizioni di lavoro migliori a quelle previste dal CCNL. I contratti collettivi nazionali del lavoro sono disciplinati dal legislatore nell'articolo 1362 del codice civile.

La fine del rapporto di lavoro

Il recesso dal contratto di lavoro a tempo indeterminato. Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso nel termine e nei modi stabiliti, dagli usi o secondo equità. In mancanza di preavviso, il recedente è tenuto verso l'altra parte a un'indennità equivalente all'importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso. La stessa indennità è dovuta dal datore di lavoro nel caso di cessazione del rapporto per morte del prestatore di lavoro. (Fonte: art.2118 c.c.). La fine del rapporto di lavoro si presenta in vari modi a seconda delle cause determinanti e della tipologia del contratto di lavoro. Nel rapporto di lavoro a tempo indeterminato la fine del rapporto di lavoro è possibile soltanto nei seguenti casi: licenziamento, dimissioni o pensionamento.

  • Licenziamento. Nel caso del licenziamento è il datore di lavoro a far concludere il rapporto di lavoro. La legge prescrive diversi obblighi a carico del datore di lavoro per tutelare i lavoratori, quale parte debole del rapporto, dai licenziamenti ingiustificati. Secondo la legge italiana il licenziamento deve essere per giustificato motivo o per giusta causa.
  • Le dimissioni. Nel caso delle dimissioni è il lavoratore a decidere la fine del rapporto di lavoro. Ogni lavoratore subordinato può decidere di concludere il rapporto di lavoro in qualsiasi momento. Deve però riconoscere al datore di lavoro un periodo di tempo sufficiente per provvedere alla sua sostituzione. La legge prescrive sia le modalità della comunicazione delle dimissioni e sia il tempo di preavviso da riconoscere al datore di lavoro.
  • Pensionamento. Nel caso del pensionamento il lavoratore ha maturato i requisiti di legge per godere del trattamento di lavoro. Il lavoratore giunge al termine della sua vita lavorativa e il rapporto di lavoro si conclude. Tra i vari casi di fine del rapporto di lavoro è sicuramente quello meno traumatico per le parti in quanto il lavoratore non perde il proprio reddito e il datore di lavoro può programmare con largo anticipo l'affiancamento e la sostituzione del lavoratore in uscita.

Da queste fattispecie si distingue il caso del rapporto di lavoro a tempo determinato. In quest'ultimo caso è il contratto di lavoro a indicare con precisione la data di fine del rapporto di lavoro. In mancanza di altri accordi tra datore di lavoro e lavoratore il rapporto di lavoro si conclude con il raggiungimento della data di termine indicata nel contratto di lavoro.

Il telelavoro

Il telelavoro è una modalità di lavoro in cui il lavoratore svolge la propria attività lavorativa in un luogo diverso dall'ufficio. Al giorno d’oggi è possibile servirsi delle nuove tecnologie per lavorare anche lontani dal classico luogo di lavoro. Il telelavoro permette di assolvere le proprie mansioni anche da casa, o mentre si è in giro. La diffusione del telelavoro è stata favorita dall'aumento della disponibilità di banda nei collegamenti internet, dalle connessioni veloci alla rete anche da dispositivi mobili ( wireless ) e alla nascita di molti dispositivi tecnologicamente avanzati come i netbook e gli smartphone.

Il congedo parentale

Il congedo parentale è il diritto di astensione facoltativa dal lavoro riconosciuto ai lavoratori, genitori naturali di un figlio, fino al compimento dell'ottavo anno di vita del bambino per un periodo complessivo non superiore a 10 mesi. A differenza di altri congedi, come il congedo di maternità, il congedo parentale è una libera scelta dei lavoratori che, in ogni caso, sono obbligati ad informare con 15 giorni di anticipo il datore di lavoro. Il congedo parentale è disciplinato dalla legge in tempi e modalità di astensione diversi a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore.