Le dimissioni

Le dimissioni sono l'atto di cessazione volontaria del rapporto di lavoro da parte del lavoratore. Le dimissioni consistono in una comunicazione scritta mediante la quale il lavoratore comunica al datore di lavoro la sua volontà di cessare il rapporto di lavoro ( fine rapporto di lavoro ). Le dimissioni devono essere obbligatoriamente accolte dal datore di lavoro al quale è comunque riconosciuto per legge un periodo di tempo sufficiente per sostituire il lavoratore. Tale periodo di tempo è detto preavviso di dimissioni ed è fissato per legge in base alla qualifica e all'anzianità di servizio del lavoratore. Durante il periodo di preavviso il lavoratore deve continuare a lavorare per il datore di lavoro. Il lavoratore è obbligato al rispetto del periodo di preavviso, pena una decurtazione economica sul TFR pari alle mensilità dovute ( dimissioni senza preavviso ), mentre al datore di lavoro è riconosciuta la facoltà di rinunciarvi. Ciò è dovuto al fatto che le dimissioni di un lavoratore recano in genere un problema organizzativo al datore di lavoro che dovrà attivarsi per far affiancare il lavoratore da un sostituto prima che si concluda effettivamente il rapporto di lavoro.

Il preavviso

Il preavviso è una comunicazione data in anticipo su un fatto che avverrà nel prossimo futuro. In ambito lavorativo il preavviso consiste in un lasso di tempo che intercorre tra il momento in cui una delle due parti manifesta la volontà di recedere dal contratto di lavoro e il momento in cui il contratto di lavoro ha termine. Ad esempio, il preavviso viene dato per la comunicazione delle dimissioni in caso di contratto con durata a tempo indeterminato. Si parla, invece, di indennità di preavviso per indicare l'importo delle retribuzioni che sarebbe spettato al lavoratore nel periodo previsto del preavviso in caso di licenziamento senza preavviso da parte del datore di lavoro. In ambito commerciale il preavviso è una comunicazione, scritta o orale, che consente al contraente di essere informato ed eventualmente agire entro un determinato termine prima dell'esecuzione di un'operazione (es. preavviso di pagamento).





Faq

  1. Per licenziarsi volontariamente bisogna passare dai centri per l'impiego? No, per licenziarsi è sufficiente consegnare la lettera delle dimissioni al datore di lavoro e rispettare i tempi di preavviso previsti dalla legge, oppure accordarsi con il datore di lavoro per un tempo di preavviso inferiore se è d'accordo.
  2. Quanti sono i giorni di preavviso per il lavoro a tempo indeterminato? I giorni di preavviso per il lavoro a tempo indeterminato sono indicati dal contratto collettivo del lavoro del proprio settore. Il periodo di preavviso varia in base al proprio inquadramento lavorativo all'interno dell'azienda e all'anzianità di servizio.
  3. Quali sono i giorni di preavviso per le dimissioni nel settore del commercio? Nel terziario della distribuzione e dei servizi i giorni di preavviso sono determinati dall'anzianità e dalla qualifica:
    • Fino a 5 anni di anzianità: Quadri, impiegati 1° livello (60 giorni di calendario), impiegati 2°, 3° livello (30 giorni di calendario), impiegati 4°, 5° livello (20 giorni di calendario), impiegati 6°, 7° livello (15 giorni di calendario)
    • Oltre 5 e fino a 10 anni di anzianità: Quadri, impiegati 1° livello (90 giorni di calendario), impiegati 2°, 3° livello (45 giorni di calendario), impiegati 4°, 5° livello (30 giorni di calendario), impiegati 6°, 7° livello (20 giorni di calendario)
    • Oltre 10 anni di anzianità: Quadri, impiegati 1° livello (120 giorni di calendario), impiegati 2°, 3° livello (60 giorni di calendario), impiegati 4°, 5° livello (45 giorni di calendario), impiegati 6°, 7° livello (20 giorni di calendario)
    Forma delle dimissioni. Le dimissioni devono essere presentate in forma scritta e decorrono dal giorno del ricevimento da parte dell’azienda o del datore di lavoro.
  4. Cosa accade se non si rispetta il tempo di preavviso delle dimissioni? Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso nel termine e nei modi stabiliti, dagli usi o secondo equità. In mancanza di preavviso, il recedente è tenuto verso l'altra parte a un'indennità equivalente all'importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso. La stessa indennità è dovuta dal datore di lavoro nel caso di cessazione del rapporto per morte del prestatore di lavoro. (Fonte: art.2118 c.c.). In base all'art. 2116 del Codice Civile in mancanza di preavviso, la parte che recede deve versare all'altra un'indennità pari all'importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso. Quindi l'entità del risarcimento ( indennizzo economico ) è comunque limitato all'entità degli stipendi mensili del lavoratore nel periodo di preavviso dovuto per legge. Non deve essere superiore a questo limite.


 



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