Pensione

La pensione è una remunerazione riconosciuta dallo Stato alle persone nella fase di vita post lavorativa. La pensione viene erogata dagli enti statali della previdenza sociale, da casse professionali e private ( previdenza complementare ). In Italia la previdenza sociale pubblica è gestita dall'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ( INPS ). I servizi previdenziali sono erogati al raggiungimento di un'anzianità lavorativa e di una età anagrafica minima. Esistono diverse tipologie di pensioni: la pensione sociale erogata alle persone prive di reddito, la pensione di vecchiaia, la pensione di anzianità, la pensione anticipata, la pensione di invalidità, la pensione di inabilità, la pensione di reversibilità.

Il calcolo della pensione

Il calcolo pensione è una operazione effettuata presso gli uffici della previdenza sociale presso cui il lavoratore ha versato i contributi nel corso della sua vita. Negli ultimi vent'anni la legislazione in materia è cambiata più volte, pertanto nel calcolo della pensione è frequente che si debbano calcolare i contributi versati utilizzando metodi diversi: il metodo retributivo fino al 1995, il metodo misto e il metodo contributivo dopo il 1995 ( Riforma Dini ). Con il metodo contributivo veniva garantito al lavoratore una pensione simile agli ultimi salari percepiti. Viceversa, con il metodo contributivo sono presi in considerazione esclusivamente i contributi versati dal lavoratore nel corso della sua vita lavorativa ( montante contributivo ) moltiplicati per un coefficiente di trasformazione.

Come calcolare la pensione con il metodo contributivo

Come calcolare la pensione con il metodo contributivo a partire dal montante contributivo individuale? Esiste un modo per calcolare l'assegno di pensione mensile che un lavoratore avrà nel momento in cui andrà in pensione? Senza calcoli troppo complicati, un modo semplice e indicativo giusto per capire l'entità dell'importo. La pensione annuale viene determinata moltiplicando il montante contributivo individuale per un coefficiente di trasformazione. Il coefficiente di trasformazione varia in base all'età anagrafica e a varie situazioni. Prendiamo per ipotesi che il coefficiente di trasformazione sia il 5%, più o meno, se un lavoratore ha accumulato un montante contributivo individuale di 100.000 euro, quando andrà in pensione riceverà una pensione annuale di 5.000 euro pari al 5% di 100.000. Per avere l'importo della pensione mensile è sufficiente dividere per dodici la pensione annuale (5.000 euro diviso 12). ( aggiornamento al 18 / 05 / 2012 ). Un altro modo per calcolare la pensione annuale, sempre ipotizzando che il coefficiente di trasformazione sia in media il 5%, è quello di dividere per dieci e poi per due il montante contributivo. Ad esempio, se un lavoratore ha un montante contributivo di 100.000 euro, dividiamolo per dieci e otteniamo 10.000 euro, dividiamolo poi per due e otteniamo 5.000 euro. E' un modo più semplice per il calcolare il 5%. Si tratta comunque di metodi indicativi. Il coefficiente di trasformazione è determinato sulla base della situazione anagrafica e lavorativa del singolo lavoratore e può essere variato, di anno in anno, dallo Stato sulla base della speranza di vita della popolazione. Quindi, il miglior modo per calcolare la pensione è sempre quello di recarsi presso un ufficio Inps o presso gli uffici della cassa previdenziale di competenza.

Gli esodati

Il termine esodati è un neologismo italiano coniato alla fine del 2011 a seguito della riforma delle pensioni. Il significato di esodati è strettamente legato all'innalzamento dell'età di accesso al trattamento previdenziale deciso dal governo Monti per garantire la salvaguardia dei conti e del bilancio pubblico. L'innalzamento dell'età e la modifica dei requisiti di accesso ha spiazzato tutti quei lavoratori che, negli anni precedenti, avevano firmato un accordo volontario con il datore di lavoro di messa in mobilità convinti di coprire comunque gli ultimi anni necessari per l'accesso alla pensione. Con la modifica dei requisiti di accesso alla pensione di fine 2011, tali lavoratori non potranno accedere alla pensione, né ritornare sul posto di lavoro lasciato a suo tempo, trovandosì così in una terra di nessuno. Il neologismo di esodato deriva dall'esodo biblico ossia la partenza volontaria di un popolo dal proprio paese. Sulla situazione particolare dei lavoratori esodati, governo e sindacati sono attualmente ancora alla ricerca di una soluzione politica.